Manuali Sapere Quotidiano per il mondo scuola
Tre volumi pensati per docenti, aspiranti insegnanti e candidati ai concorsi: strumenti pratici per gestire la classe reale, progettare didattica inclusiva e prepararsi con metodo.
DOP
Una guida pratica per gestire rifiuti, provocazioni ed esplosioni emotive senza perdere la guida educativa della classe.
Acquista su Amazon Scarica l’indice in PDF
Il Docente Inclusivo
Un manuale operativo per leggere la classe reale, progettare lezioni accessibili e trasformare PEI, PDP e UDA in azioni concrete.
Acquista su Amazon Scarica l’indice in PDF
Competenze Psicopedagogiche
Contenuti pubblicati su Sapere Quotidiano, selezionati e riorganizzati per un ripasso chiaro e sistematico.
Acquista su Amazon Scarica l’indice in PDFChi decide nella scuola? La risposta non coincide né con il solo dirigente scolastico né con un unico organo collegiale.
Le decisioni sono distribuite tra soggetti diversi, ciascuno con competenze specifiche. Il Collegio dei docenti interviene soprattutto nelle questioni didattiche, il Consiglio di istituto assume le deliberazioni generali, regolamentari ed economiche attribuitegli dalla legge, i consigli di classe, interclasse e intersezione operano più vicino ai singoli gruppi di alunni, mentre il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell’istituzione e adotta i provvedimenti organizzativi e gestionali.
Questa distribuzione non rappresenta una sovrapposizione di poteri. È il modo attraverso il quale la scuola cerca di conciliare partecipazione, responsabilità professionale ed efficacia organizzativa. Le competenze degli organi collegiali e quelle del dirigente sono distinte, ma devono coordinarsi.
Che cosa significa gestione collegiale della scuola
La gestione collegiale significa che alcune decisioni non vengono assunte individualmente, ma attraverso il confronto e la deliberazione di organi composti da più persone.
La collegialità permette alle diverse componenti scolastiche di partecipare alla vita dell’istituto. Non significa, però, che tutti possano decidere su tutto: ogni organo opera entro un ambito determinato.
Il Collegio dei docenti è composto dal personale docente e si occupa principalmente del funzionamento didattico. Il Consiglio di istituto comprende i rappresentanti delle diverse componenti scolastiche e interviene nelle materie generali, regolamentari, organizzative ed economiche attribuitegli dalla normativa. I consigli di classe, interclasse e intersezione affrontano le questioni educative e didattiche più vicine ai gruppi di alunni.
Accanto a questi organi opera il dirigente scolastico, che dirige l’istituzione, la rappresenta legalmente, coordina le risorse e adotta gli atti necessari al suo funzionamento. Il dirigente deve rispettare le competenze degli organi collegiali, così come gli organi collegiali non possono assumere provvedimenti riservati alla gestione dirigenziale.
Indirizzo, elaborazione, deliberazione, gestione e verifica: le differenze
Per comprendere chi decide nella scuola è utile distinguere alcune azioni che, nel linguaggio comune, vengono spesso confuse.
| Funzione | Che cosa significa | Esempio essenziale |
|---|---|---|
| Indirizzo | Indicare priorità, obiettivi e criteri generali | Stabilire le linee entro cui progettare l’offerta formativa |
| Elaborazione | Costruire concretamente una proposta o un documento | Predisporre i contenuti didattici del PTOF |
| Deliberazione | Assumere formalmente una decisione collegiale | Approvare un regolamento o una scelta didattica |
| Gestione | Tradurre le decisioni in organizzazione, incarichi e atti | Organizzare il servizio e impiegare il personale |
| Verifica | Valutare l’attuazione e l’andamento delle attività | Verificare i risultati dell’azione didattica o gestionale |
L’indirizzo definisce la direzione generale, ma non coincide necessariamente con la decisione operativa. L’elaborazione costruisce i contenuti. La deliberazione attribuisce alla decisione una forma collegiale. La gestione rende concretamente attuabili le scelte. La verifica permette di valutare se quanto programmato sia stato realizzato nel rispetto delle competenze, delle norme e degli obiettivi stabiliti.
Queste funzioni non attribuiscono a un organo un potere generale sugli altri. Il Collegio valuta periodicamente l’andamento dell’azione didattica, mentre il dirigente presenta al Consiglio di istituto una relazione motivata sulla direzione e sul coordinamento dell’attività formativa, organizzativa e amministrativa, favorendo il raccordo tra decisioni e attuazione.
Che cosa decide il Collegio dei docenti
Il Collegio dei docenti è il principale organo collegiale competente in materia didattica.
La normativa gli attribuisce potere deliberante sul funzionamento didattico dell’istituto. Il Collegio cura la programmazione dell’azione educativa, valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’attività didattica e adotta le decisioni collegiali necessarie a migliorare l’insegnamento.
Tra le sue competenze rientrano, per esempio:
- le scelte didattiche comuni dell’istituto;
- la programmazione educativa;
- il coordinamento delle attività didattiche;
- la suddivisione dell’anno scolastico in due o tre periodi ai fini della valutazione;
- l’adozione dei libri di testo, sentiti i consigli di interclasse o di classe;
- la scelta dei sussidi didattici, nei limiti delle disponibilità finanziarie;
- la valutazione periodica dell’efficacia dell’azione educativa;
- l’elaborazione del Piano triennale dell’offerta formativa.
Il Collegio può inoltre formulare proposte al dirigente scolastico su questioni organizzative che incidono sulla didattica, come la formazione delle classi, l’assegnazione dei docenti, la formulazione dell’orario delle lezioni e lo svolgimento delle altre attività scolastiche. In questi casi, però, la proposta collegiale non coincide con il provvedimento finale di gestione.
Il Collegio decide anche l’organizzazione della scuola?
Il Collegio interviene sull’organizzazione quando questa ha una diretta rilevanza didattica. Può quindi deliberare modalità comuni di progettazione, recupero, potenziamento, coordinamento o valutazione.
Non gli spetta, invece, la gestione amministrativa del personale, l’adozione dei singoli provvedimenti di servizio o l’impiego operativo delle risorse. Queste attività rientrano nelle responsabilità del dirigente scolastico.
La distinzione è importante: il Collegio individua le scelte educative e didattiche, mentre il dirigente organizza le condizioni necessarie per attuarle, nel rispetto delle risorse disponibili, della normativa e dei contratti.
Che cosa decide il Consiglio di istituto
Il Consiglio di istituto interviene nelle decisioni generali, organizzative, regolamentari ed economiche che gli sono attribuite dalla normativa.
Opera nei limiti delle risorse disponibili e senza invadere le competenze didattiche del Collegio dei docenti e dei consigli di classe, interclasse e intersezione.
Tra le sue competenze rientrano:
- l’adozione del regolamento interno;
- l’approvazione del Programma annuale e del conto consuntivo;
- le deliberazioni sull’impiego delle risorse finanziarie;
- i criteri generali per la programmazione educativa;
- i criteri generali relativi alla formazione delle classi;
- i criteri generali per l’adattamento dell’orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche;
- l’organizzazione delle attività integrative e delle iniziative aperte al territorio;
- l’approvazione del PTOF elaborato dal Collegio dei docenti.
Il Consiglio può indicare criteri generali, ma non può sostituirsi al Collegio nelle scelte didattiche né al dirigente nei provvedimenti concreti di gestione del personale.
Chi decide il regolamento di istituto?
Il regolamento interno viene adottato dal Consiglio di istituto. Può disciplinare, per esempio, l’uso degli spazi e delle attrezzature, il funzionamento della biblioteca, la vigilanza degli alunni durante l’ingresso, la permanenza e l’uscita dalla scuola, le modalità di accesso agli edifici e altri aspetti della vita della comunità scolastica.
Il dirigente scolastico non approva autonomamente il regolamento, ma ne assicura l’applicazione attraverso l’organizzazione del servizio e gli atti di propria competenza.
Il ruolo dei consigli di classe, interclasse e intersezione
I consigli di classe, interclasse e intersezione operano a un livello più vicino agli alunni e alle famiglie.
La loro denominazione cambia in base all’ordine scolastico:
- consiglio di intersezione nella scuola dell’infanzia;
- consiglio di interclasse nella scuola primaria;
- consiglio di classe nella scuola secondaria.
Questi organi formulano proposte al Collegio dei docenti sull’azione educativa e didattica, favoriscono il coordinamento tra gli insegnanti e facilitano i rapporti tra scuola, famiglie e studenti.
Con la sola presenza dei docenti esercitano le competenze relative al coordinamento didattico e ai rapporti interdisciplinari. Nella scuola secondaria, la valutazione periodica e finale degli alunni è deliberata dal consiglio di classe con la sola componente docente.
Un consiglio di classe, per esempio, può esaminare l’andamento generale della classe, coordinare le attività dei docenti e concordare interventi educativi comuni. Non può, invece, modificare autonomamente il regolamento di istituto o assumere decisioni organizzative valide per tutta la scuola.
Che cosa spetta al dirigente scolastico
Il dirigente scolastico assicura la gestione unitaria dell’istituzione e ne ha la rappresentanza legale.
È responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio. Dispone di autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane e organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formativa.
Tra le sue funzioni rientrano:
- dirigere e coordinare l’attività dell’istituto;
- rappresentare legalmente la scuola;
- organizzare il servizio;
- adottare i provvedimenti di gestione delle risorse e del personale;
- conferire incarichi e assegnare compiti nel rispetto delle norme e dei contratti;
- promuovere la qualità dei processi formativi;
- favorire la collaborazione con le famiglie, il territorio e gli enti;
- adottare gli atti necessari per rendere attuabili le deliberazioni legittimamente assunte;
- garantire il rispetto delle competenze degli organi collegiali.
Il dirigente non è quindi soltanto l’esecutore delle decisioni collegiali, perché dispone di proprie competenze e responsabilità gestionali. Allo stesso tempo, non può trasformare il potere di direzione in un potere generale di decisione sulle materie riservate agli organi collegiali.
Il dirigente gestisce il personale
La gestione del personale appartiene alla responsabilità dirigenziale. Il dirigente organizza il lavoro, conferisce gli incarichi, impiega le risorse professionali e adotta i provvedimenti necessari al funzionamento dell’istituto.
Questo potere non viene esercitato senza vincoli. Il dirigente deve rispettare la normativa, la contrattazione collettiva e le competenze collegiali previste per la formulazione di proposte o criteri generali.
Per esempio, il Consiglio di istituto può indicare criteri generali relativi alla formazione delle classi e all’adattamento dell’orario, mentre il Collegio può formulare proposte tenendo conto delle esigenze didattiche. La soluzione organizzativa concreta viene poi adottata dal dirigente nell’esercizio delle proprie responsabilità gestionali.
Chi decide sul PTOF
Il Piano triennale dell’offerta formativa mostra con chiarezza come le competenze dei diversi soggetti possano integrarsi senza confondersi.
Il procedimento prevede tre passaggi distinti:
- Il dirigente scolastico definisce gli indirizzi per le attività della scuola e le scelte generali di gestione e amministrazione.
- Il Collegio dei docenti elabora il PTOF sulla base di tali indirizzi.
- Il Consiglio di istituto approva il documento.
In questo quadro, è utile considerare anche come si collegano RAV, PTOF, Piano di Miglioramento e Rendicontazione sociale.
Il dirigente garantisce poi le condizioni organizzative necessarie per attuarlo.
Nessuno dei tre soggetti può sostituire integralmente gli altri. Il dirigente non elabora e approva da solo il Piano. Il Collegio deve tenere conto degli indirizzi ricevuti e non può assumere direttamente gli atti di gestione. Il Consiglio di istituto esercita la propria competenza attraverso l’approvazione del documento, senza sostituirsi al Collegio nella sua elaborazione didattica.
Alcuni esempi di distribuzione delle decisioni
Scelte didattiche
Il Collegio delibera le scelte didattiche comuni e cura la programmazione educativa dell’istituto. I singoli docenti esercitano la propria libertà di insegnamento all’interno del quadro condiviso. Il dirigente organizza risorse, tempi e personale per rendere concretamente attuabili le attività deliberate.
Organizzazione dell’orario
Il Consiglio di istituto indica i criteri generali. Il Collegio formula proposte sulla base delle esigenze didattiche. Il dirigente adotta la soluzione organizzativa concreta, nel rispetto della normativa, dei contratti e delle relazioni sindacali previste.
Regolamento interno
Il Consiglio di istituto adotta il regolamento. Il dirigente organizza il servizio e assicura l’applicazione delle sue disposizioni. Il Collegio può essere coinvolto nelle parti che incidono direttamente sull’attività didattica, senza sostituirsi all’organo competente per l’adozione.
PTOF
Il dirigente formula gli indirizzi, il Collegio elabora il Piano e il Consiglio di istituto lo approva. L’attuazione richiede poi provvedimenti organizzativi e gestionali del dirigente.
Gestione del personale
Gli organi collegiali intervengono attraverso proposte e criteri generali nei casi previsti. Il dirigente assume i provvedimenti concreti di gestione e organizzazione del personale, nel rispetto della legge e della contrattazione collettiva.
Dirigente e organi collegiali: un equilibrio necessario
Il rapporto tra dirigente e organi collegiali non dovrebbe essere interpretato come una competizione tra poteri.
La leadership del dirigente serve a garantire unitarietà, coordinamento, tempestività e assunzione di responsabilità. La partecipazione collegiale consente invece di valorizzare le competenze professionali dei docenti e il contributo delle diverse componenti scolastiche.
Lo stesso equilibrio è necessario per trasformare le norme scolastiche in pratiche concrete.
L’equilibrio si mantiene quando:
- ciascun soggetto conosce i limiti delle proprie competenze;
- le proposte vengono formulate nelle sedi appropriate;
- le deliberazioni sono chiare e coerenti con la normativa;
- gli atti gestionali rispettano le competenze collegiali;
- le eventuali difficoltà di attuazione vengono motivate e condivise;
- l’informazione tra dirigente e organi collegiali è regolare.
Una scuola non diventa più partecipata se ogni decisione viene rimessa a un’assemblea. Allo stesso modo, non diventa più efficiente se le competenze collegiali vengono considerate un ostacolo.
La governance scolastica funziona quando indirizzo, elaborazione, deliberazione, gestione e verifica rimangono distinti, ma convergono verso obiettivi comuni.
Conclusione
Nella scuola le decisioni sono distribuite secondo la natura delle questioni da affrontare.
Il Collegio dei docenti è il riferimento principale per la didattica. Il Consiglio di istituto assume le deliberazioni generali, regolamentari, organizzative ed economiche di propria competenza. I consigli di classe, interclasse e intersezione coordinano l’attività educativa più vicina agli alunni. Il dirigente assicura la direzione unitaria, rappresenta l’istituzione e adotta i provvedimenti gestionali.
Capire chi decide cosa permette di evitare sia l’accentramento delle decisioni sia la confusione tra ruoli. Collegialità e dirigenza non sono alternative, ma due componenti complementari del funzionamento della scuola.
Domande frequenti
Il dirigente scolastico può decidere al posto del Collegio dei docenti?
Il dirigente non può sostituirsi al Collegio nelle materie didattiche che la legge riserva a quest’ultimo. Può formulare indirizzi, coordinare le attività e adottare gli atti gestionali necessari, ma deve rispettare le competenze collegiali.
Chi elabora e chi approva il PTOF?
Il PTOF viene elaborato dal Collegio dei docenti sulla base degli indirizzi definiti dal dirigente scolastico. Il documento viene poi approvato dal Consiglio di istituto.
Chi decide l’orario scolastico?
Non decide un solo organo. Il Consiglio di istituto indica i criteri generali, il Collegio dei docenti formula proposte legate alle esigenze didattiche e il dirigente adotta la soluzione organizzativa nell’ambito delle proprie responsabilità gestionali. Devono inoltre essere rispettati i vincoli normativi e contrattuali applicabili.
Il Consiglio di istituto può decidere le metodologie didattiche?
Il Consiglio di istituto non può sostituirsi al Collegio dei docenti nelle scelte didattiche. Può definire criteri generali nelle materie di propria competenza, mentre le deliberazioni sul funzionamento didattico spettano al Collegio, nel rispetto della libertà di insegnamento.
I consigli di classe decidono la valutazione degli alunni?
Nella scuola secondaria, le decisioni relative alla valutazione periodica e finale degli alunni vengono assunte dal consiglio di classe con la sola presenza dei docenti. Quando sono presenti anche le altre componenti, il consiglio svolge soprattutto funzioni propositive e di raccordo educativo.
Riferimenti normativi essenziali
- Decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, articoli 5, 7 e 10, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione.
- Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, articolo 25, funzioni dei dirigenti delle istituzioni scolastiche.
- Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, articolo 3, Piano triennale dell’offerta formativa.
- Legge 13 luglio 2015, n. 107, articolo 1, comma 14, procedimento di elaborazione e approvazione del PTOF.
- Decreto interministeriale 28 agosto 2018, n. 129, gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche.
Articoli consigliati
- GLO, GLI, GIT e GLIR: chi fa cosa nell’inclusione scolastica
- RAV, PTOF, Piano di Miglioramento e Rendicontazione sociale: come si collegano
- Inclusione scolastica: perché le norme non bastano senza pratiche concrete
I contenuti pubblicati in questa sezione hanno finalità divulgative e di supporto allo studio. Si tratta di rielaborazioni originali basate su fonti pubbliche, scientifiche e accademiche e non sostituiscono documenti ufficiali, materiali didattici istituzionali o programmi di studio.
Per ulteriori informazioni e dettagli sulle condizioni di utilizzo dei contenuti si invita a consultare il disclaimer completo del sito.
Entra nel canale Telegram

Disponibile il nuovo volume!
Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione
Appunti pratici per il percorso TFA Sostegno
Il libro raccoglie e rielabora in forma di appunti personali i principali argomenti affrontati durante lo studio del corso di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione, fornendo una panoramica chiara e organizzata delle tematiche trattate.
Non si tratta di dispense ufficiali, ma di un supporto pratico allo studio, pensato per chi vuole avere una sintesi ragionata e facilmente consultabile.


