Studenti sordi a scuola: strategie per comunicazione, lezioni e verifiche

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Per uno studente sordo, partecipare a una lezione non dipende soltanto dalla possibilità di percepire la voce del docente. Dipende soprattutto da quanto le informazioni vengono rese visibili, comprensibili e disponibili attraverso il canale comunicativo utilizzato dallo studente.

Una spiegazione svolta mentre l’insegnante è girato verso la lavagna, una discussione nella quale più compagni parlano contemporaneamente o un video senza sottotitoli possono interrompere l’accesso ai contenuti. Lo studente può essere presente in aula, ma perdere passaggi importanti della lezione senza che gli altri se ne accorgano.

Rendere accessibili comunicazioni, lezioni e verifiche significa quindi organizzare le informazioni affinché lo studente possa sapere chi sta parlando, vedere il messaggio, comprenderne la struttura e intervenire senza dipendere continuamente dalla ricostruzione successiva di un adulto. Significa, più in generale, progettare lezioni accessibili fin dall’inizio, utilizzando in modo coordinato canali visivi, scritti e orali.

Partire dal profilo comunicativo dello studente

Non esiste un’unica modalità di comunicazione valida per tutti gli studenti sordi o ipoacusici. Due alunni con una condizione uditiva apparentemente simile possono utilizzare lingue, strumenti e strategie comunicative molto diverse.

Alcuni comunicano prevalentemente attraverso la lingua italiana parlata, spesso con il supporto di protesi acustiche, impianto cocleare e lettura labiale. Altri utilizzano la Lingua dei segni italiana, mentre altri ancora combinano il parlato con segni, sottotitoli, trascrizioni o ulteriori supporti visivi.

La prima domanda utile non è quindi quanto lo studente senta, ma come acceda normalmente alle informazioni e quale modalità utilizzi per comunicare. Il docente deve conoscere:

  • la lingua o la modalità comunicativa prevalente;
  • il ruolo della lettura labiale;
  • l’eventuale utilizzo di protesi acustiche, impianto cocleare o sistemi di amplificazione;
  • la presenza dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione personale o dell’interprete LIS;
  • le modalità con cui vengono presentate consegne, spiegazioni e verifiche;
  • gli strumenti e gli interventi definiti nel PEI.

Le strategie devono essere coerenti con il profilo effettivo dello studente e non applicate automaticamente sulla base della sola diagnosi. È importante individuare ciò che funziona per il singolo alunno, mantenere aspettative formative adeguate e predisporre materiali compatibili con il suo percorso.

Comunicazione orale e lettura labiale

Uno studente che utilizza la comunicazione orale può integrare ciò che percepisce attraverso l’udito con l’osservazione del volto, dei movimenti delle labbra, delle espressioni e del contesto.

La lettura labiale, però, non permette di ricostruire automaticamente ogni parola. Molti movimenti articolatori sono simili e alcuni suoni vengono prodotti senza essere chiaramente visibili. La comprensione dipende anche dalla conoscenza dell’argomento, dalla luminosità, dalla distanza, dalla velocità del parlato e dall’assenza di ostacoli davanti al volto.

Per facilitare la comprensione è utile parlare con un ritmo naturale, articolando chiaramente senza rallentare in modo eccessivo o deformare i movimenti della bocca. Gridare non migliora la lettura labiale e può rendere il messaggio meno naturale. È invece importante mantenere il viso visibile e accompagnare le informazioni orali con parole chiave, riferimenti scritti e immagini pertinenti.

Lingua dei segni italiana

Per alcuni studenti la LIS rappresenta la lingua principale o una componente essenziale della comunicazione. La Repubblica riconosce, promuove e tutela la Lingua dei segni italiana e la Lingua dei segni italiana tattile. La normativa riconosce inoltre le figure dell’interprete LIS e dell’interprete LIST come professionisti specializzati nella traduzione e nell’interpretazione delle rispettive lingue.

Quando è presente un interprete, il docente continua a rivolgersi direttamente allo studente. Non dovrebbe parlare dell’alunno in terza persona, guardare esclusivamente l’interprete o aspettarsi che quest’ultimo assuma responsabilità didattiche.

L’interpretazione rende accessibile il messaggio linguistico, ma non sostituisce la progettazione della lezione. Slide leggibili, materiali anticipati, sottotitoli e consegne scritte restano necessari perché lo studente deve poter consultare e rielaborare i contenuti anche dopo la spiegazione.

Modalità bimodale

Alcuni studenti utilizzano modalità bimodali, nelle quali la lingua parlata viene accompagnata da segni. Questa soluzione non coincide automaticamente con una conversazione in LIS e deve rispettare il sistema comunicativo realmente conosciuto dallo studente.

Il docente non dovrebbe improvvisare segni o mescolare modalità differenti senza un confronto con lo studente e con le figure professionali coinvolte. Anche pochi segnali condivisi possono essere utili per richiamare l’attenzione o indicare passaggi ricorrenti, ma non devono sostituire il canale linguistico previsto nel percorso educativo.

Rendere visibili il docente e le informazioni

La posizione dell’insegnante è parte integrante della comunicazione. Uno studente che utilizza la lettura labiale o segue un interprete deve poter vedere, per quanto possibile, il docente, la lavagna, i materiali e gli altri interlocutori.

Durante la spiegazione è opportuno:

  • parlare rivolti verso la classe;
  • evitare di continuare a spiegare mentre si scrive alla lavagna;
  • non coprire la bocca con le mani, fogli o altri oggetti;
  • non camminare continuamente alle spalle dello studente;
  • mantenere una distanza che consenta di vedere bene il volto;
  • segnalare chiaramente il passaggio a un nuovo argomento;
  • indicare sulla slide o sulla lavagna il punto di cui si sta parlando.

Il docente può prima mostrare un’immagine, una formula o un testo e lasciare il tempo necessario per osservarli, per poi iniziare la spiegazione. Chiedere allo studente di leggere una slide mentre ascolta, guarda il volto dell’insegnante o segue l’interprete significa dividere l’attenzione tra più fonti visive.

Per questo non sempre è efficace parlare mentre scorrono rapidamente testi, animazioni e immagini. È preferibile procedere per sequenze: mostrare il contenuto, lasciare il tempo per osservarlo e successivamente commentarlo. Le principali indicazioni educative per gli studenti sordi raccomandano di curare la visibilità del volto, l’illuminazione, i supporti visivi e il tempo necessario per leggere le informazioni presentate.

Illuminazione, rumore e posizione in aula

La postazione migliore non è necessariamente il primo banco. Deve essere scelta considerando quali elementi lo studente abbia bisogno di vedere: docente, compagni, lavagna, interprete o assistente alla comunicazione.

Durante una discussione può essere utile una disposizione semicircolare, perché permette di individuare più facilmente chi sta parlando. Una posizione laterale o angolata può risultare più efficace del posto centrale, soprattutto quando sono presenti diversi interlocutori. Anche l’organizzazione dello spazio scolastico può quindi influire concretamente sull’accessibilità della comunicazione.

L’illuminazione deve consentire di vedere chiaramente i volti. Il docente dovrebbe evitare di parlare davanti a una finestra molto luminosa, perché il controluce rende meno leggibili le espressioni e i movimenti delle labbra. Anche una stanza completamente buia durante la proiezione di un video può impedire allo studente di seguire contemporaneamente il docente o l’interprete.

Il rumore di fondo richiede particolare attenzione quando lo studente utilizza residuo uditivo, protesi acustiche, impianto cocleare o sistemi di amplificazione. Sedie trascinate, conversazioni laterali, finestre aperte su una strada rumorosa e apparecchiature accese possono rendere più difficile distinguere la voce principale.

Ridurre il rumore non significa pretendere il silenzio assoluto, ma limitare le interferenze evitabili. Eventuali microfoni o sistemi di trasmissione della voce devono essere controllati prima della lezione e utilizzati secondo le indicazioni previste per lo studente. Non sostituiscono comunque la visibilità del volto e la disponibilità di informazioni scritte.

Gestire i turni di parola

Le discussioni collettive sono tra le situazioni più difficili da seguire. Quando gli interventi si sovrappongono, lo studente può non sapere chi stia parlando e non avere il tempo di spostare lo sguardo da un interlocutore all’altro.

È utile stabilire alcune regole concrete:

  • parla una persona alla volta;
  • chi interviene alza la mano o utilizza un altro segnale visibile;
  • il docente indica il nome del compagno che sta per parlare;
  • chi prende la parola mantiene il volto visibile;
  • prima di cambiare argomento viene lasciata una breve pausa;
  • gli interventi provenienti da una zona non visibile vengono ripetuti o parafrasati.

Il docente non deve necessariamente ripetere ogni frase, ma deve rendere disponibili le informazioni che modificano il significato della discussione. Se un compagno pone una domanda importante, è opportuno ripeterla prima di rispondere.

Se il gruppo ride per una battuta o reagisce a un commento, lo studente deve poter comprendere che cosa sia accaduto, senza rimanere escluso dalla dimensione informale della conversazione.

Anche nei lavori di gruppo è utile assegnare turni riconoscibili, evitare dialoghi simultanei e scegliere una disposizione che renda visibili i volti. Nelle conversazioni numerose, indicare il parlante e prevedere un intervento alla volta facilita l’accesso dello studente sordo all’intero scambio comunicativo.

Favorire la partecipazione alle conversazioni della classe

L’accessibilità non riguarda soltanto la spiegazione disciplinare. Molte informazioni scolastiche passano attraverso comunicazioni brevi e apparentemente secondarie: un cambio di aula, una modifica della consegna, un avviso sulla verifica, una correzione fornita oralmente o una decisione presa durante una discussione.

Questi passaggi devono essere resi visibili. Le variazioni importanti possono essere scritte sulla lavagna, sulla piattaforma utilizzata dalla classe o in un messaggio consultabile. Affidarsi esclusivamente al passaparola aumenta il rischio che lo studente riceva informazioni incomplete.

Durante una conversazione il docente deve rivolgersi direttamente allo studente, anche quando è presente l’assistente alla comunicazione. È utile attendere che lo studente abbia orientato lo sguardo prima di iniziare a parlare, richiamando la sua attenzione con un gesto visibile, un movimento della mano o un leggero segnale concordato.

Nei momenti spontanei non è necessario trasformare ogni interazione in una procedura rigida. Bastano alcune abitudini condivise: non parlare tutti insieme, non rivolgersi allo studente da dietro, indicare chi interviene e lasciare il tempo necessario per spostare l’attenzione.

Sono accorgimenti essenziali per garantire una partecipazione reale alla vita della classe, che non si limiti alla semplice presenza fisica dello studente.

Utilizzare sottotitoli e trascrizioni

Video, documentari, registrazioni, tutorial e presentazioni con parti audio devono essere accompagnati da sottotitoli comprensibili e sincronizzati. Un video non sottotitolato non diventa accessibile soltanto aumentando il volume o consegnando successivamente un riassunto.

Prima della lezione è opportuno verificare:

  • che i sottotitoli siano effettivamente presenti;
  • che non coprano immagini o informazioni importanti;
  • che riportino correttamente nomi propri e termini disciplinari;
  • che distinguano, quando necessario, i diversi parlanti;
  • che siano sincronizzati con l’audio;
  • che segnalino anche i suoni rilevanti per comprendere la scena.

Le trascrizioni e i sottotitoli automatici possono costituire un supporto, ma non devono essere considerati corretti per definizione. Rumore, voci sovrapposte, accenti, nomi propri e termini specialistici possono produrre errori. I testi generati automaticamente e destinati a una lezione devono quindi essere controllati, soprattutto quando contengono lessico tecnico.

Una trascrizione completa può essere utile quando il materiale deve essere studiato nuovamente, mentre durante la lezione possono bastare parole chiave, titoli, definizioni e passaggi essenziali. La scelta dipende dal tipo di attività e dalle modalità di accesso dello studente.

Valorizzare la lingua scritta senza considerarla una soluzione automatica

La lingua scritta è un canale importante per rendere visibili consegne, concetti, nomi, date e modifiche organizzative. Non deve però essere utilizzata come semplice trascrizione di tutto ciò che il docente avrebbe detto oralmente.

Testi molto lunghi, frasi complesse e slide sovraccariche possono aumentare la difficoltà invece di ridurla. Inoltre, per alcuni studenti che utilizzano prevalentemente la LIS, l’italiano scritto può richiedere un’elaborazione specifica e non coincide necessariamente con la lingua utilizzata nella comunicazione quotidiana.

Un materiale accessibile dovrebbe presentare:

  • un titolo che anticipi l’argomento;
  • parole chiave chiaramente riconoscibili;
  • frasi con riferimenti espliciti;
  • passaggi organizzati in ordine logico;
  • immagini strettamente collegate al contenuto;
  • termini nuovi introdotti e contestualizzati;
  • consegne separate dalle spiegazioni.

È utile fornire, quando possibile, le slide o una breve traccia prima della lezione. Questo consente allo studente di riconoscere in anticipo termini, nomi e concetti che potrebbero risultare difficili da ricostruire attraverso la lettura labiale o l’interpretazione.

Bisogna inoltre considerare che seguire il volto del docente, l’interprete o i sottotitoli richiede un’attenzione visiva continua. Prendere appunti nello stesso momento può far perdere parti della spiegazione. Materiali di sintesi, appunti condivisi o brevi pause per scrivere evitano che lo studente debba scegliere tra guardare e annotare.

Preparare consegne accessibili

Una consegna accessibile deve essere disponibile in una forma stabile e consultabile. Le indicazioni date soltanto oralmente possono essere perse o comprese in modo parziale, soprattutto quando vengono comunicate rapidamente alla fine della lezione.

La consegna dovrebbe specificare:

  • che cosa deve essere svolto;
  • quali materiali devono essere utilizzati;
  • in quale ordine procedere;
  • quanto deve essere prodotto;
  • entro quando consegnare;
  • con quale modalità presentare il lavoro;
  • quali criteri saranno considerati.

Non è necessario utilizzare un linguaggio infantile o ridurre il contenuto disciplinare. Occorre piuttosto eliminare le ambiguità evitabili e separare le informazioni operative da quelle accessorie.

Una formulazione come «fate l’esercizio di cui abbiamo parlato e poi completate la seconda parte» dipende da riferimenti orali non più disponibili. È più accessibile indicare il numero dell’esercizio, la pagina, le operazioni richieste e la modalità di consegna.

Per verificare la comprensione è preferibile chiedere allo studente di spiegare brevemente che cosa dovrà fare, invece di domandare soltanto «hai capito?». Una risposta affermativa può indicare che il messaggio è stato percepito, ma non necessariamente che tutti i passaggi siano chiari.

Rendere accessibili le verifiche

Una verifica accessibile deve misurare le conoscenze o le competenze previste, evitando che la modalità di presentazione introduca una barriera estranea all’obiettivo della prova.

Quando il contenuto da valutare non riguarda la capacità uditiva, non dovrebbe essere necessario comprendere una registrazione non sottotitolata, ricostruire istruzioni ricevute soltanto a voce o seguire domande poste mentre l’esaminatore non è visibile.

Le prove devono essere coerenti con il percorso dello studente e con gli strumenti e i criteri definiti nel PEI. Rendere accessibile una verifica non significa automaticamente semplificarla o abbassare gli obiettivi.

Può significare:

  • fornire le consegne anche in forma scritta;
  • utilizzare video correttamente sottotitolati;
  • assicurare una posizione con buona visibilità;
  • prevedere l’accesso all’interprete o all’assistente alla comunicazione;
  • concedere il tempo necessario per la mediazione linguistica;
  • evitare che l’ascolto costituisca una difficoltà estranea alla disciplina;
  • utilizzare gli strumenti già impiegati durante le attività didattiche.

Nelle interrogazioni il docente deve mantenere il volto visibile e formulare una domanda alla volta. Se è presente un interprete, occorre attendere il tempo necessario per l’interpretazione della domanda e della risposta. Il docente deve rivolgersi allo studente e valutarne direttamente i contenuti, senza trasformare l’interprete nel proprio interlocutore.

Nelle prove scritte è utile distinguere la complessità disciplinare dalla complessità linguistica non intenzionale. Periodi eccessivamente lunghi, riferimenti poco chiari o consegne troppo dense possono ostacolare la comprensione senza aggiungere valore alla valutazione. La formulazione può essere resa più esplicita mantenendo invariato ciò che la prova intende misurare.

L’eventuale figura di supporto può rendere accessibile la comunicazione della consegna secondo le modalità concordate, ma non deve suggerire la soluzione, interpretare autonomamente il contenuto disciplinare o orientare la risposta.

Il ruolo dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione

L’assistente all’autonomia e alla comunicazione personale può facilitare l’accesso linguistico e comunicativo dello studente, sulla base delle competenze professionali possedute e di quanto previsto nel progetto educativo.

La normativa prevede l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali, attribuendone l’organizzazione agli enti territorialmente competenti. Tale figura è distinta dal docente di sostegno e dagli altri componenti del consiglio di classe.

L’assistente può contribuire a:

  • facilitare la comprensione dei messaggi;
  • sostenere l’utilizzo della modalità comunicativa prevista;
  • rendere più accessibili le interazioni con docenti e compagni;
  • segnalare le barriere comunicative che emergono durante le attività;
  • collaborare alla predisposizione di materiali fruibili;
  • favorire la partecipazione dello studente alle conversazioni.

Non deve però diventare l’unico interlocutore dello studente, sostituire il docente nella spiegazione o assumere autonomamente decisioni sulla programmazione e sulla valutazione.

L’assistente alla comunicazione e l’interprete LIS non sono figure automaticamente intercambiabili. L’interprete svolge una funzione professionale di traduzione e interpretazione tra lingue, mentre l’assistente opera all’interno del progetto educativo e comunicativo dello studente, secondo il profilo individuale, l’organizzazione territoriale e le competenze previste.

La presenza di una figura specializzata non elimina quindi la responsabilità dei docenti. Tutti gli insegnanti devono organizzare la comunicazione in modo accessibile, rivolgersi direttamente allo studente e condividere materiali e obiettivi con sufficiente anticipo.

È inoltre importante mantenere una chiara collaborazione tra docente curricolare e insegnante di sostegno, integrando il loro lavoro con quello dell’assistente e degli altri professionisti senza confondere ruoli e responsabilità.

Errori che interrompono l’accesso alle informazioni

Molte difficoltà derivano da comportamenti abituali più che dalla mancanza di strumenti tecnologici.

Tra gli errori più frequenti vi sono:

  • parlare mentre si è rivolti verso la lavagna;
  • iniziare la spiegazione prima che lo studente abbia orientato lo sguardo;
  • affidare le informazioni importanti esclusivamente alla voce;
  • mostrare video senza verificarne i sottotitoli;
  • consentire che più persone parlino contemporaneamente;
  • rivolgersi all’assistente invece che allo studente;
  • considerare la lettura labiale sufficiente in ogni situazione;
  • consegnare testi troppo densi pensando che siano automaticamente accessibili;
  • modificare verbalmente una consegna senza aggiornare la versione scritta;
  • confondere l’accessibilità della prova con la riduzione degli obiettivi.

Correggere queste abitudini consente allo studente di seguire le informazioni nel momento in cui vengono comunicate, senza dipendere continuamente da spiegazioni successive o ricostruzioni parziali.

Garantire accesso significa rendere visibile ciò che accade

Per gli studenti sordi a scuola, l’accessibilità nasce dalla continuità delle informazioni. Il volto del docente deve essere visibile, i turni di parola riconoscibili, i contenuti audiovisivi sottotitolati e le consegne disponibili in una forma stabile.

Non serve moltiplicare indiscriminatamente gli strumenti. Serve scegliere modalità coerenti con il profilo comunicativo dello studente e utilizzarle durante tutta l’attività scolastica, comprese le conversazioni spontanee, le comunicazioni organizzative e le verifiche.

Quando lo studente può seguire direttamente ciò che viene detto, sapere chi interviene e consultare le informazioni essenziali, la comunicazione non dipende più dalla compensazione successiva. Diventa parte ordinaria della lezione.

Domande frequenti

Tutti gli studenti sordi utilizzano la LIS?

No. Alcuni utilizzano prevalentemente la LIS, altri la comunicazione orale, la lettura labiale, i sottotitoli o modalità bimodali. Le strategie devono essere definite in base al profilo linguistico e comunicativo del singolo studente.

La lettura labiale permette di comprendere tutta la lezione?

No. La lettura labiale fornisce informazioni parziali e dipende dalla visibilità del volto, dalla luce, dalla distanza, dal ritmo del parlato e dalla conoscenza del contesto. Deve essere accompagnata da riferimenti scritti e supporti visivi.

I sottotitoli automatici sono sufficienti?

Possono essere utili, ma devono essere controllati. Nomi propri, termini tecnici, rumore e sovrapposizione delle voci possono produrre errori che modificano il significato della spiegazione.

Come si rende accessibile una verifica senza semplificarla?

Si può modificare la modalità di accesso fornendo consegne scritte, video sottotitolati, buona visibilità, tempi adeguati e supporti comunicativi, senza cambiare necessariamente gli obiettivi disciplinari previsti.

L’assistente alla comunicazione può sostituire il docente?

No. L’assistente facilita la comunicazione e la partecipazione, ma la responsabilità della spiegazione, della programmazione e della valutazione resta dei docenti.

Bibliografia essenziale

  • Decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, articolo 34-ter, convertito dalla legge 21 maggio 2021, n. 69, relativo al riconoscimento e alla tutela della LIS e della LIST.
  • Decreto del Ministro per le disabilità, di concerto con il Ministro dell’università e della ricerca, 10 dicembre 2024, relativo alle professioni di interprete LIS e LIST.
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104, articoli 13 e 16, in materia di inclusione scolastica, assistenza all’autonomia e alla comunicazione e modalità di svolgimento delle prove.
  • Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, relativo alla promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità.
  • Laurent Clerc National Deaf Education Center, Accommodating Deaf and Hard of Hearing Students in Schools.
  • National Deaf Center, risorse su sottotitoli, accessibilità, presa di appunti e servizi di interpretariato.

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Nota editoriale
I contenuti pubblicati in questa sezione hanno finalità divulgative e di supporto allo studio. Si tratta di rielaborazioni originali basate su fonti pubbliche, scientifiche e accademiche e non sostituiscono documenti ufficiali, materiali didattici istituzionali o programmi di studio.

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