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Acquista su Amazon Scarica l’indice in PDFLa Comunicazione Aumentativa Alternativa, indicata comunemente con la sigla CAA, comprende modalità, strategie e strumenti utilizzati quando il linguaggio orale non permette a una persona di comunicare in modo sufficientemente efficace.
A scuola può aiutare un alunno a esprimere richieste, pensieri, preferenze ed emozioni, ma anche a comprendere meglio domande, spiegazioni e indicazioni. Non coincide con un singolo dispositivo e non è riservata esclusivamente alle persone che non parlano: può affiancare il linguaggio verbale, sostituirlo in alcune situazioni oppure offrire un supporto temporaneo.
Che cos’è la Comunicazione Aumentativa Alternativa
La CAA è un insieme organizzato di modalità comunicative che utilizza tutte le risorse disponibili della persona. Può comprendere parole, vocalizzazioni, sguardi, espressioni del viso, gesti, segni, immagini, simboli, scrittura e dispositivi che producono una voce.
Il principio di fondo è semplice: non conta soltanto il canale utilizzato, ma la possibilità che il messaggio venga espresso e compreso. Per questo la CAA non elimina le modalità comunicative già presenti. Al contrario, le integra in un sistema più ampio e flessibile, che può cambiare in base alla situazione, all’interlocutore e alle capacità della persona.
La CAA può svolgere contemporaneamente tre funzioni:
- sostenere l’espressione dell’alunno;
- facilitare la comprensione di ciò che avviene;
- rendere più accessibili le interazioni e le attività scolastiche.
Non si tratta quindi soltanto di “far parlare” chi non usa il linguaggio orale, ma di creare le condizioni affinché la comunicazione possa avvenire in modo comprensibile e funzionale.
Perché si definisce aumentativa e alternativa
Le parole “aumentativa” e “alternativa” descrivono due possibili funzioni della CAA.
La funzione è aumentativa quando gli strumenti disponibili ampliano o completano una comunicazione verbale già presente. Un alunno, per esempio, può pronunciare alcune parole ma avere bisogno di accompagnarle con gesti, immagini o simboli per rendere il messaggio più chiaro.
La funzione è alternativa quando viene utilizzato un canale diverso dal parlato perché il linguaggio orale è assente, temporaneamente indisponibile oppure non sufficientemente funzionale. In questo caso la persona può comunicare indicando immagini, componendo messaggi su un dispositivo, utilizzando segni o scegliendo parole scritte.
Le due funzioni non sono necessariamente separate. Lo stesso alunno può usare il linguaggio verbale in alcune situazioni e ricorrere maggiormente alla CAA negli ambienti rumorosi, durante attività complesse, con interlocutori che non lo conoscono oppure nei momenti di maggiore affaticamento. La presenza del parlato, quindi, non esclude l’opportunità di valutare un supporto di CAA.
Che cosa sono i bisogni comunicativi complessi
Si parla di bisogni comunicativi complessi quando il linguaggio orale, da solo, non permette alla persona di soddisfare adeguatamente le proprie necessità comunicative nei diversi contesti della vita quotidiana.
La parola “complessi” non indica necessariamente una grave compromissione cognitiva e non corrisponde a una singola diagnosi. Descrive piuttosto una situazione nella quale esiste una distanza significativa tra ciò che la persona vorrebbe comunicare e ciò che riesce effettivamente a esprimere o a far comprendere agli altri.
Un alunno può avere bisogni comunicativi complessi anche se pronuncia parole o frasi. Il suo linguaggio potrebbe essere poco comprensibile alle persone che non lo conoscono, limitato ad alcuni argomenti oppure insufficiente nelle situazioni che richiedono messaggi più articolati.
Anche le difficoltà di comprensione possono rendere utile un supporto di CAA. Le parole pronunciate scompaiono rapidamente, mentre un’immagine, una parola scritta o un simbolo possono rimanere visibili e offrire un riferimento più stabile.
Per quali alunni può essere utile la CAA
La decisione di utilizzare la CAA non dovrebbe dipendere esclusivamente dalla presenza di una diagnosi. Il punto di partenza è verificare se l’alunno riesce a comprendere, esprimersi e farsi capire nelle situazioni che incontra a scuola.
Non esistono prerequisiti generali di età, capacità cognitive, competenze motorie o presenza di linguaggio verbale che debbano essere necessariamente posseduti prima di iniziare a utilizzare la CAA. Occorre invece individuare modalità accessibili e adeguate alle caratteristiche della persona.
Alunni con condizioni permanenti o di lunga durata
La CAA può essere utilizzata da alunni con condizioni congenite, evolutive, neurologiche o motorie che incidono sulla comunicazione. Tra gli esempi possibili rientrano:
- disturbi dello spettro autistico;
- paralisi cerebrale infantile;
- disabilità intellettive o multiple;
- disturbi dello sviluppo del linguaggio particolarmente significativi;
- sindromi genetiche;
- disprassia verbale o difficoltà motorie che rendono complessa la produzione del linguaggio;
- patologie neurologiche progressive o acquisite.
La presenza di una di queste condizioni non comporta automaticamente la necessità di utilizzare uno strumento di CAA. Alunni con la stessa diagnosi possono presentare capacità e bisogni comunicativi molto differenti.
Alunni che parlano ma non riescono sempre a farsi capire
La CAA non è riservata agli alunni che non utilizzano il linguaggio verbale. Può essere utile anche quando il parlato è presente ma risulta poco comprensibile, discontinuo o insufficiente in alcune situazioni.
Un alunno potrebbe riuscire a comunicare bene con i familiari, che conoscono le sue espressioni e il suo modo di parlare, ma incontrare maggiori difficoltà con i compagni, con nuovi insegnanti o durante attività che richiedono risposte più articolate.
In questi casi la CAA può integrare il parlato e ridurre il rischio che le capacità dell’alunno vengano sottovalutate soltanto perché il messaggio non riesce a essere espresso chiaramente. La presenza di alcune parole, quindi, non esclude l’utilità di un supporto comunicativo.
Alunni con difficoltà comunicative temporanee
Il bisogno di CAA può essere anche temporaneo o intermittente. Può presentarsi, per esempio, durante un periodo di ricovero, in presenza di una tracheostomia, dopo un intervento oppure quando una condizione medica rende momentaneamente difficile o impossibile parlare.
La CAA può essere utilizzata per il tempo necessario e modificata quando le condizioni dell’alunno cambiano. Non è quindi una scelta definitiva né uno strumento riservato alle disabilità permanenti.
La CAA impedisce lo sviluppo del linguaggio verbale?
Uno dei dubbi più frequenti è che immagini, simboli o dispositivi con voce possano ridurre il desiderio dell’alunno di parlare. Le ricerche disponibili non confermano questa preoccupazione.
Le revisioni degli studi condotti su persone con disabilità dello sviluppo e su bambini nello spettro autistico non hanno rilevato una diminuzione della produzione verbale causata dall’uso della CAA. In molti casi sono stati osservati anche miglioramenti del parlato, sebbene generalmente contenuti e variabili da persona a persona.
La CAA non garantisce che il linguaggio verbale si svilupperà, perché questo dipende dalle caratteristiche individuali. Tuttavia, non è necessario privare un bambino della possibilità di comunicare nell’attesa che impari a parlare.
Quando il parlato emerge o migliora, può continuare a essere utilizzato insieme agli altri canali. La finalità principale resta permettere alla persona di comunicare nel modo più efficace possibile.
Strumenti senza tecnologia e strumenti tecnologici
La CAA non corrisponde necessariamente all’utilizzo di un tablet. Gli strumenti disponibili possono essere molto semplici oppure tecnologicamente avanzati.
Gli strumenti senza tecnologia elettronica comprendono gesti, espressioni del viso, segni manuali, oggetti, fotografie, immagini, simboli, parole scritte e supporti cartacei. Alcuni non richiedono alcun materiale esterno, mentre altri utilizzano tabelle o raccolte di simboli su carta.
Gli strumenti tecnologici comprendono applicazioni per tablet e smartphone, comunicatori dinamici, tastiere digitali e dispositivi in grado di trasformare simboli o testo in messaggi vocali.
Non esiste una categoria automaticamente migliore dell’altra. Una soluzione tecnologica può offrire un vocabolario più ampio e una voce in uscita, ma può essere soggetta a problemi di batteria, trasporto o funzionamento. Un supporto cartaceo può essere più immediato e costituire anche una soluzione di riserva.
Molte persone utilizzano più modalità insieme, scegliendo quella più adatta al contesto e al tipo di messaggio.
Come può aiutare l’alunno a esprimersi
La CAA può offrire all’alunno la possibilità di formulare messaggi che con il solo linguaggio verbale sarebbero difficili o impossibili da comunicare.
Non serve soltanto per chiedere oggetti o soddisfare bisogni immediati. Può permettere di fare domande, raccontare un’esperienza, commentare, esprimere emozioni, scegliere, chiedere chiarimenti o prendere parte a una conversazione.
La comunicazione deve poter riflettere gli interessi, la personalità e le intenzioni dell’alunno. Per questo un sistema adeguato non dovrebbe limitarsi a pochi messaggi decisi dagli adulti, ma dovrebbe offrire possibilità espressive coerenti con l’età e con la vita quotidiana della persona.
Come può sostenere la comprensione
La CAA può essere utilizzata anche per rendere più comprensibili le informazioni rivolte all’alunno.
Una spiegazione orale può essere accompagnata da immagini, parole scritte, gesti o simboli che aiutano a identificare i concetti principali. Questi riferimenti possono ridurre l’ambiguità e permettere all’alunno di recuperare l’informazione anche dopo che la frase è stata pronunciata.
La funzione ricettiva della CAA è particolarmente importante quando la difficoltà riguarda non soltanto l’espressione, ma anche la comprensione del linguaggio. Non significa trasformare ogni materiale didattico in simboli, ma individuare quali informazioni richiedano un canale comunicativo più accessibile e, quando necessario, preparare materiali didattici accessibili.
CAA e partecipazione scolastica
Quando un alunno può comprendere ciò che accade ed esprimere il proprio messaggio, può partecipare con maggiore efficacia alle relazioni e alle attività scolastiche.
La partecipazione rappresenta quindi un possibile risultato dell’accesso alla comunicazione. Per comprendere più ampiamente che cosa significhi essere realmente coinvolti nella vita della classe, è utile approfondire il tema della partecipazione scolastica reale.
Il ruolo della scuola, della famiglia e dei professionisti
L’utilizzo della CAA richiede collaborazione. Nessun contesto possiede da solo tutte le informazioni necessarie.
La famiglia conosce la storia comunicativa dell’alunno, le sue preferenze, i messaggi più frequenti e le modalità utilizzate nella vita quotidiana. Il suo contributo aiuta a evitare che il sistema scolastico sia separato da quello utilizzato a casa.
I professionisti competenti, in particolare i logopedisti con formazione o esperienza nella CAA, valutano le caratteristiche comunicative, linguistiche, sensoriali e motorie della persona. Possono proporre, sperimentare e adattare modalità e strumenti, collaborando quando necessario con terapisti occupazionali, fisioterapisti, specialisti della vista o dell’udito e altre figure.
La scuola crea le condizioni affinché il sistema possa essere utilizzato nelle situazioni reali. Gli insegnanti non devono trasformarsi in terapisti, ma devono conoscere le modalità comunicative dell’alunno, riconoscerne i messaggi e permettere l’accesso agli strumenti durante la giornata. La CAA deve essere inserita nelle normali strategie inclusive a scuola e non confinata esclusivamente ai momenti individuali o riabilitativi.
Il confronto tra scuola, famiglia, alunno e professionisti è necessario anche perché i bisogni possono cambiare nel tempo. Uno strumento efficace in una fase potrebbe dover essere aggiornato, integrato o sostituito successivamente.
Durante le verifiche e gli altri momenti valutativi, la modalità comunicativa utilizzata abitualmente dall’alunno non dovrebbe essere considerata un aiuto occasionale. Deve invece essere presa in considerazione nella progettazione della valutazione degli alunni con disabilità, affinché sia coerente con gli obiettivi e con quanto previsto nel PEI.
Perché gli strumenti devono essere sempre disponibili
Uno strumento di CAA non dovrebbe essere utilizzato soltanto durante la terapia, in alcune lezioni o quando un adulto decide che è necessario.
La comunicazione può servire in qualunque momento: durante una spiegazione, nell’intervallo, negli spostamenti, in mensa, nelle uscite o in una situazione imprevista. Per questo immagini, tabelle o dispositivi devono essere raggiungibili e funzionanti nei diversi ambienti frequentati dall’alunno.
Un comunicatore lasciato nello zaino, spento o collocato lontano dalla persona non svolge la propria funzione. Quando il sistema principale è tecnologico, è inoltre opportuno che sia disponibile una modalità alternativa da utilizzare in caso di batteria scarica, guasto o momentanea indisponibilità.
L’accesso continuo non significa obbligare l’alunno a utilizzare sempre lo stesso strumento. Significa permettergli di scegliere come comunicare e non privarlo della possibilità di farlo. Le persone che utilizzano la CAA dovrebbero avere sempre accesso ai propri strumenti di comunicazione.
Una CAA costruita intorno alla persona
La CAA non è un metodo standard da applicare nello stesso modo a tutti gli alunni. È un sistema costruito intorno alle capacità, ai bisogni, agli ambienti e alle preferenze della persona.
Può integrare il linguaggio verbale o sostituirlo, essere utilizzata stabilmente oppure per un periodo limitato, comprendere strumenti semplici o dispositivi tecnologici. Il suo valore dipende soprattutto dalla possibilità di offrire all’alunno un mezzo realmente disponibile e comprensibile attraverso cui esprimersi, comprendere gli altri e prendere parte alla vita scolastica.
FAQ sulla CAA a scuola
La CAA è destinata soltanto agli alunni che non parlano?
No. Può essere utile anche a chi utilizza alcune parole o frasi ma non riesce sempre a comunicare in modo comprensibile, completo o affidabile. In questi casi svolge soprattutto una funzione aumentativa.
Un alunno deve possedere determinati prerequisiti per utilizzare la CAA?
No. Non esistono prerequisiti generali di età, capacità cognitive, competenze motorie o presenza di linguaggio verbale validi per tutte le persone. Occorre individuare modalità accessibili in base alle caratteristiche e ai bisogni del singolo alunno.
La CAA può essere utilizzata solo temporaneamente?
Sì. Può essere introdotta durante una condizione medica temporanea, un ricovero o un periodo nel quale il linguaggio orale non è disponibile. Il sistema può essere modificato o ridotto quando il bisogno cambia.
Usare immagini o un comunicatore può ritardare il linguaggio?
Le revisioni della letteratura non mostrano una riduzione del parlato dovuta alla CAA. In diversi studi sono stati osservati miglioramenti, anche se non possono essere garantiti e risultano spesso modesti.
È sufficiente consegnare all’alunno un tablet con un’app?
No. Un dispositivo è soltanto una possibile componente della CAA. Il sistema deve essere accessibile, adatto alla persona, disponibile nei diversi contesti e sostenuto da interlocutori che sappiano riconoscere e rispettare le modalità comunicative dell’alunno.
Bibliografia essenziale
- American Speech-Language-Hearing Association, Augmentative and Alternative Communication, Practice Portal.
- International Society for Augmentative and Alternative Communication, About AAC.
- Millar D. C., Light J. C., Schlosser R. W., The impact of augmentative and alternative communication intervention on the speech production of individuals with developmental disabilities: a research review, Journal of Speech, Language, and Hearing Research, 2006.
- Schlosser R. W., Wendt O., Effects of augmentative and alternative communication intervention on speech production in children with autism: a systematic review, American Journal of Speech-Language Pathology, 2008.
- White E. N. et al., Augmentative and Alternative Communication and Speech Production for Individuals with ASD: A Systematic Review, Journal of Autism and Developmental Disorders, 2021.
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