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Acquista su Amazon Scarica l’indice in PDFUn materiale didattico può apparire chiaro e ordinato sullo schermo, ma risultare difficile da consultare per chi utilizza un lettore di schermo, un display Braille, un ingranditore o altre tecnologie assistive.
L’accessibilità non dipende soltanto dall’aspetto grafico. Conta soprattutto la struttura interna del file: titoli riconoscibili, ordine di lettura corretto, immagini descritte, tabelle semplici, contrasti adeguati e contenuti audiovisivi accompagnati da sottotitoli, trascrizioni o descrizioni delle informazioni visive.
Preparare materiali didattici accessibili significa costruire fin dall’inizio documenti che possano essere letti, esplorati e compresi attraverso modalità differenti, riducendo la necessità di adattamenti successivi.
Che cosa rende accessibile un materiale didattico
Le Web Content Accessibility Guidelines, pur essendo rivolte principalmente ai contenuti web, costituiscono un utile riferimento generale per l’accessibilità digitale. Le WCAG 2.2 organizzano i requisiti intorno a quattro principi: un contenuto deve essere percepibile, utilizzabile, comprensibile e sufficientemente robusto da funzionare con strumenti e tecnologie assistive differenti.
Applicati ai materiali scolastici, questi principi richiedono scelte concrete:
- le informazioni non devono dipendere esclusivamente dalla vista o dall’udito;
- la struttura del documento deve essere riconoscibile dai software assistivi;
- i contenuti devono seguire un ordine logico;
- immagini, grafici e video devono avere un’alternativa accessibile;
- colori, caratteri e impaginazione non devono ostacolare la lettura;
- il file deve poter essere esplorato anche con la tastiera e con un lettore di schermo.
Non basta, quindi, ingrandire il carattere o semplificare la grafica. Un documento è realmente accessibile quando conserva significato e struttura anche al di fuori della sua presentazione visiva.
Questo approccio è coerente con una progettazione accessibile fin dall’inizio, nella quale le diverse modalità di accesso ai contenuti vengono considerate durante la preparazione del materiale e non soltanto dopo la comparsa di una difficoltà.
Come creare un documento Word accessibile
Word permette di costruire materiali accessibili utilizzando funzioni già presenti nel programma, mantenendo chiara la differenza tra metodologie, strategie e strumenti didattici. Il passaggio decisivo consiste nell’impiegare gli strumenti strutturali, invece di riprodurne soltanto l’aspetto grafico.
Utilizzare gli stili per organizzare i titoli
Un titolo scritto in grassetto e con un carattere più grande appare visivamente come un’intestazione, ma per Word può rimanere un normale paragrafo. Un lettore di schermo, di conseguenza, non riesce a riconoscerlo come punto di riferimento per la navigazione.
Per organizzare correttamente il documento occorre utilizzare gli stili incorporati:
- Titolo per il titolo principale del documento;
- Titolo 1 per le sezioni principali;
- Titolo 2 per le sottosezioni;
- Titolo 3 per eventuali livelli ulteriori.
La gerarchia deve essere progressiva e coerente. Dopo un Titolo 1 può comparire un Titolo 2, mentre è preferibile non passare direttamente a un Titolo 3. Gli stili consentono ai lettori di schermo di riconoscere la struttura e permettono allo studente di spostarsi rapidamente tra le sezioni.
Anche il sommario automatico dovrebbe essere generato a partire dagli stili. Un indice scritto manualmente potrebbe non contenere collegamenti navigabili e non aggiornarsi quando cambia la struttura del documento.
Costruire paragrafi, elenchi e collegamenti riconoscibili
Gli spazi ripetuti, le tabulazioni e le righe vuote non dovrebbero essere utilizzati per creare colonne, rientri o allineamenti. Questi espedienti producono una disposizione visiva, ma non comunicano al software la funzione degli elementi.
Gli elenchi devono essere creati con gli appositi comandi per gli elenchi puntati o numerati. In questo modo il lettore di schermo può riconoscere la presenza di un elenco e indicare quanti elementi contiene.
Anche i collegamenti devono avere un testo comprensibile. Espressioni come “clicca qui” o “leggi questo” diventano ambigue quando lo studente consulta soltanto l’elenco dei link. È preferibile utilizzare formule descrittive, come “consulta la scheda sulla fotosintesi” oppure “apri il video sull’apparato respiratorio”.
È utile, inoltre, impostare correttamente la lingua del documento. Questa informazione aiuta la sintesi vocale a pronunciare parole, segni e abbreviazioni nel modo previsto.
Scrivere testi alternativi utili
Il testo alternativo descrive la funzione o l’informazione trasmessa da un’immagine a chi non può vederla. Non deve riprodurre meccanicamente ogni dettaglio della figura, ma comunicare ciò che serve per comprendere il contenuto didattico.
Per una fotografia utilizzata come semplice esempio può bastare una descrizione breve. Per un grafico, invece, occorre indicare il fenomeno rappresentato e il dato principale che lo studente dovrebbe ricavare.
Un testo alternativo come “grafico” o “immagine 3” non fornisce informazioni sufficienti. È più utile una formulazione come:
Grafico a linee che mostra l’aumento della temperatura media dal 1980 al 2020, con una crescita più marcata dopo il 2000.
Quando un’immagine è puramente decorativa, deve essere contrassegnata come tale, in modo che il lettore di schermo possa ignorarla. La scelta dipende dalla funzione svolta dall’immagine nel documento, non dal suo aspetto.
Grafici, mappe e diagrammi complessi non dovrebbero essere affidati esclusivamente al testo alternativo. È preferibile inserire vicino all’immagine una spiegazione più ampia dei dati, delle relazioni o dei passaggi fondamentali.
Le tabelle devono essere utilizzate per presentare dati realmente organizzati in righe e colonne, non per posizionare testi o immagini nella pagina.
Una tabella accessibile dovrebbe avere:
- una riga di intestazione chiaramente definita;
- una struttura semplice e regolare;
- un numero contenuto di colonne;
- celle con informazioni complete;
- un titolo o una breve introduzione che ne chiarisca lo scopo.
È opportuno evitare celle unite o divise, tabelle inserite dentro altre tabelle e celle vuote utilizzate come separatori. I lettori di schermo seguono la posizione dei dati contando righe e colonne: una struttura irregolare può rendere difficile comprendere a quale intestazione appartenga una determinata informazione.
Quando gli stessi contenuti possono essere comunicati più chiaramente attraverso alcuni paragrafi o un elenco, è preferibile non utilizzare una tabella.
Curare caratteri, spaziatura e contrasti
Non esiste un unico carattere tipografico capace di rendere automaticamente accessibile un testo. La leggibilità dipende dall’insieme delle scelte grafiche.
È consigliabile:
- scegliere un carattere semplice e facilmente riconoscibile;
- utilizzare una dimensione adeguata al supporto e all’età degli studenti;
- evitare lunghi blocchi scritti interamente in corsivo o maiuscolo;
- lasciare uno spazio sufficiente tra righe e paragrafi;
- mantenere margini e spazi bianchi che separino le sezioni;
- preferire l’allineamento a sinistra nei testi lunghi;
- garantire un contrasto evidente tra testo e sfondo.
Il colore non deve essere l’unico mezzo utilizzato per comunicare un’informazione. In una tabella, per esempio, le risposte corrette non dovrebbero essere indicate soltanto in verde e quelle errate soltanto in rosso. È necessario aggiungere simboli, parole o altre indicazioni comprensibili anche senza distinguere i colori.
Come trasformare un documento Word in un PDF accessibile
Un PDF non diventa automaticamente accessibile soltanto perché deriva da un documento Word ben costruito. La qualità del file originale è indispensabile, ma anche la modalità di conversione svolge un ruolo importante.
Il PDF deve conservare i tag di struttura, cioè le informazioni che identificano titoli, paragrafi, elenchi, tabelle, immagini e collegamenti. Questi elementi permettono al lettore di schermo di ricostruire la gerarchia e l’ordine logico del documento.
Prima della conversione è opportuno eseguire il controllo di accessibilità del documento originale. Quando il file viene salvato o esportato correttamente, Microsoft 365 può utilizzare le informazioni presenti nel documento per generare i tag del PDF.
È preferibile utilizzare il comando di esportazione o salvataggio in PDF, verificando che siano attive le opzioni relative alla struttura e all’accessibilità. La funzione “Stampa come PDF” può perdere metadati e tag necessari alle tecnologie assistive.
Dopo l’esportazione è necessario controllare che:
- il testo possa essere selezionato e cercato;
- i titoli siano riconosciuti come intestazioni;
- l’ordine di lettura corrisponda a quello previsto;
- le immagini conservino testi alternativi adeguati;
- i collegamenti siano attivi e descrittivi;
- sia impostata la lingua del documento;
- le tabelle mantengano una struttura comprensibile.
Un PDF composto da scansioni o fotografie delle pagine contiene inizialmente soltanto immagini. Per ottenere un testo selezionabile occorre applicare il riconoscimento ottico dei caratteri, chiamato OCR. Il riconoscimento del testo, tuttavia, non crea automaticamente una struttura accessibile: titoli, tabelle, ordine di lettura e testi alternativi devono comunque essere controllati.
La semplice presenza di testo selezionabile, quindi, non è sufficiente per dichiarare accessibile un PDF.
Come creare slide accessibili
Una presentazione accessibile deve poter essere compresa sia durante la proiezione sia quando viene consultata autonomamente con un lettore di schermo.
Ogni diapositiva dovrebbe avere un titolo unico e descrittivo. Quando il titolo non deve apparire visivamente, è possibile utilizzare le funzioni di PowerPoint che consentono di mantenerlo disponibile alle tecnologie assistive.
È preferibile partire dai layout predefiniti del programma, perché contengono segnaposto organizzati secondo un ordine di lettura più prevedibile. Una slide costruita sovrapponendo numerose caselle di testo, immagini e forme può apparire corretta sullo schermo, ma essere letta in una sequenza completamente diversa.
In PowerPoint è possibile controllare e modificare la sequenza con cui titoli, testi, forme e immagini vengono presentati al lettore di schermo attraverso il riquadro Ordine di lettura.
Per migliorare la leggibilità è utile:
- dedicare ogni slide a un nucleo informativo riconoscibile;
- evitare paragrafi molto lunghi;
- utilizzare caratteri sufficientemente grandi;
- mantenere un contrasto netto tra testo e sfondo;
- evitare di collocare il testo sopra immagini irregolari;
- non utilizzare il colore come unico codice;
- descrivere immagini, grafici e diagrammi;
- inserire un titolo anche nelle diapositive che contengono soltanto un’immagine.
Le tabelle nelle slide dovrebbero rimanere semplici e avere una riga di intestazione. Se contengono molti dati, è spesso più accessibile presentare nella diapositiva soltanto le informazioni indispensabili e rendere disponibile il prospetto completo in un documento separato.
Anche i grafici devono essere accompagnati da una breve frase che ne espliciti il messaggio. La descrizione non dovrebbe limitarsi ai colori o alla posizione delle linee, ma chiarire il rapporto tra i dati.
Come rendere accessibili immagini, mappe e infografiche
Immagini e rappresentazioni visive sono frequenti nei materiali scolastici, ma non tutte possono essere trattate nello stesso modo.
Una fotografia illustrativa può richiedere poche parole. Una carta geografica, uno schema anatomico o una linea del tempo possono invece contenere molte informazioni e relazioni spaziali.
Prima di scrivere il testo alternativo è utile chiedersi quale funzione svolga l’immagine:
- introduce un argomento;
- mostra un oggetto o un fenomeno;
- permette di confrontare dati;
- indica un procedimento;
- contiene un testo necessario alla lezione;
- svolge una funzione esclusivamente decorativa.
La descrizione deve rispondere a quella funzione. Se l’immagine contiene parole indispensabili, queste devono essere riportate nel testo alternativo o nel corpo del documento. Quando la stessa informazione può essere scritta direttamente nella pagina, un’immagine di testo non dovrebbe sostituire un testo realmente selezionabile. Il testo autentico, infatti, può essere ingrandito e adattato con maggiore facilità senza perdere definizione.
Per una rappresentazione complessa è opportuno fornire due livelli di accesso: un testo alternativo breve che identifichi la figura e una spiegazione più ampia nel contenuto circostante. In questo modo la descrizione rimane gestibile per il lettore di schermo senza perdere le informazioni necessarie.
Come creare video didattici accessibili
Un video accessibile non può affidare tutte le informazioni all’audio o alle immagini.
I sottotitoli devono essere sincronizzati con il parlato e riportare non soltanto le parole pronunciate, ma anche le informazioni sonore necessarie alla comprensione, come un allarme, un applauso o un cambiamento musicale significativo. Quando non è evidente chi stia parlando, può essere necessario identificare la voce.
I sottotitoli generati automaticamente possono costituire una base di partenza, ma devono essere riletti e corretti. Nomi propri, termini scientifici, sigle e parole pronunciate velocemente possono essere trascritti in modo errato.
Accanto al video è utile rendere disponibile anche una trascrizione testuale. La trascrizione permette di cercare una parola, rileggere un passaggio e consultare il contenuto senza riprodurre il filmato. Una trascrizione descrittiva può includere anche le informazioni visive indispensabili, risultando utile a chi non può vedere o ascoltare pienamente il contenuto.
Quando un’informazione importante compare soltanto visivamente, deve essere comunicata anche attraverso la narrazione, un’audiodescrizione o una spiegazione testuale equivalente. Durante la registrazione, per esempio, non è sufficiente dire “come vedete qui”. È preferibile esplicitare l’elemento mostrato:
Nel grafico la linea blu aumenta progressivamente tra il 2010 e il 2020, mentre la linea grigia rimane quasi stabile.
L’audiodescrizione serve proprio a comunicare le informazioni visive necessarie alla comprensione del filmato, compresi eventuali testi mostrati sullo schermo.
Se il video viene inserito in PowerPoint, occorre verificare che i sottotitoli siano effettivamente disponibili nel formato, nella versione del programma e nel sistema operativo utilizzati. PowerPoint consente di aggiungere tracce di sottotitoli ai contenuti multimediali, ma le funzioni disponibili possono variare.
Come verificare la compatibilità con un lettore di schermo
Gli strumenti automatici di verifica presenti in Word e PowerPoint possono individuare molte criticità, come testi alternativi mancanti, titoli assenti, strutture di tabella problematiche e ordini di lettura non coerenti. Non possono, però, valutare completamente la qualità di una descrizione, la chiarezza del testo o la correttezza logica dell’intero documento.
Per questo motivo, la verifica dovrebbe comprendere anche alcune prove pratiche.
In Word si può aprire il riquadro di navigazione e controllare che tutti i titoli compaiano nella gerarchia corretta. In PowerPoint si può esaminare l’ordine di lettura di ogni diapositiva. Nel PDF si devono controllare i tag, la lingua e la sequenza con cui vengono presentati gli elementi.
Quando possibile, il materiale dovrebbe essere esplorato almeno una volta con un lettore di schermo. La prova permette di individuare problemi non evidenti visivamente, come titoli non riconosciuti, descrizioni poco chiare, collegamenti ambigui o oggetti letti nell’ordine sbagliato.
Per i video possono essere utili due controlli complementari: guardare il contenuto senza audio, per verificare che i sottotitoli trasmettano le informazioni necessarie, e ascoltarlo senza osservare lo schermo, per capire se gli elementi visivi essenziali vengono descritti.
L’accessibilità comincia dal file originale
Correggere un materiale già terminato è possibile, ma spesso richiede più tempo e non sempre consente di recuperare una struttura coerente. È più efficace costruire correttamente il documento originale e mantenere l’accessibilità durante tutti i passaggi successivi.
Titoli strutturati, immagini descritte, tabelle semplici, contrasti leggibili e video sottotitolati non modificano gli obiettivi della lezione. Rendono le informazioni disponibili attraverso più canali e riducono gli ostacoli prodotti dal formato.
L’accessibilità dei file rappresenta una delle strategie inclusive da utilizzare nella didattica.
Un materiale didattico accessibile non è necessariamente una versione separata o semplificata della risorsa utilizzata dalla classe. È un documento progettato affinché il suo contenuto possa essere raggiunto, esplorato e compreso anche attraverso strumenti e modalità di accesso differenti.
L’accessibilità dei file è soltanto una componente dell’ambiente scolastico e contribuisce, insieme agli spazi, alle relazioni e all’organizzazione delle attività, a costruire un ambiente scolastico inclusivo.
FAQ sui materiali didattici accessibili
Un PDF creato da Word è automaticamente accessibile?
No. Il documento Word deve essere strutturato correttamente e il PDF deve essere esportato conservando i tag di accessibilità. Dopo la conversione è comunque necessario controllare l’ordine di lettura, le immagini, i collegamenti, la lingua e la struttura dei titoli.
Che cosa bisogna scrivere nel testo alternativo di un’immagine?
Occorre descrivere l’informazione o la funzione che l’immagine svolge nel materiale. La descrizione deve essere pertinente al contesto didattico. Le immagini puramente decorative devono essere contrassegnate come decorative.
Esiste un carattere obbligatorio per creare documenti accessibili?
No. Nessun carattere garantisce da solo l’accessibilità. È preferibile scegliere font semplici e riconoscibili, utilizzare una dimensione adeguata, lasciare spazio tra righe e paragrafi e mantenere un buon contrasto con lo sfondo.
I sottotitoli automatici sono sufficienti?
Non sempre. Possono contenere errori, soprattutto nei nomi propri, nelle sigle e nei termini disciplinari. Devono essere controllati e corretti prima di condividere il video con gli studenti.
La verifica automatica garantisce che il file sia accessibile?
No. Lo strumento segnala molti problemi tecnici, ma non può valutare completamente la chiarezza delle descrizioni, la comprensibilità del testo e la coerenza dell’ordine di lettura. È opportuno affiancare alla verifica automatica una prova manuale.
Bibliografia essenziale
- World Wide Web Consortium, Web Content Accessibility Guidelines, WCAG 2.2.
- World Wide Web Consortium, Web Accessibility Initiative, Images Tutorial e Making Audio and Video Media Accessible.
- Microsoft Support, Rendere accessibili i documenti di Word e le presentazioni PowerPoint e Creare PDF accessibili.
- Adobe Acrobat, Funzioni di accessibilità nei file PDF e Creare e verificare l’accessibilità dei PDF.
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