Sistema FM a scuola: cos’è e come aiuta uno studente ipoacusico

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Seguire una spiegazione non dipende soltanto dal volume della voce dell’insegnante. In classe entrano in gioco anche la distanza, le conversazioni dei compagni, i rumori provenienti dall’esterno e il riverbero prodotto dall’ambiente.

Per uno studente con ipoacusia, questi elementi possono rendere meno chiara la voce del docente anche quando utilizza un apparecchio acustico o un impianto cocleare. Il sistema FM a scuola, più precisamente definito sistema a microfono remoto, serve a ridurre gli effetti della distanza, del rumore e del riverbero, trasmettendo la voce dell’insegnante direttamente al dispositivo utilizzato dallo studente.

Non sostituisce gli altri ausili uditivi e non risolve da solo tutte le difficoltà comunicative. Può però migliorare l’accesso alla voce della persona che parla, soprattutto nelle situazioni scolastiche acusticamente più complesse.

Che cos’è un sistema FM o microfono remoto

Un sistema a microfono remoto è un ausilio per l’ascolto composto, nella sua forma essenziale, da due elementi:

  • un trasmettitore con microfono, utilizzato dalla persona che parla;
  • un ricevitore, collegato o integrato nel dispositivo dello studente.

L’insegnante indossa il microfono, generalmente fissandolo agli abiti oppure utilizzando un laccetto. Il microfono raccoglie la sua voce e il trasmettitore invia il segnale senza fili al ricevitore dello studente. Il suono viene quindi riprodotto attraverso l’apparecchio acustico, il processore dell’impianto cocleare o un altro ricevitore compatibile.

Nel linguaggio scolastico si continua spesso a parlare di sistema FM, perché molti dispositivi tradizionali utilizzavano la modulazione di frequenza. Oggi l’espressione più generale “microfono remoto” comprende anche sistemi che impiegano tecnologie digitali e altre modalità di trasmissione wireless.

Il principio di funzionamento rimane lo stesso: collocare il microfono vicino alla bocca della persona che parla e trasmettere la sua voce direttamente allo studente, riducendo l’influenza negativa dell’ambiente.

Come il sistema FM trasmette la voce dell’insegnante

Quando l’insegnante parla senza utilizzare un microfono remoto, la sua voce deve attraversare l’ambiente prima di raggiungere lo studente. Con l’aumentare della distanza, il segnale vocale diventa progressivamente meno intenso rispetto ai rumori presenti nella classe.

Con il sistema FM, invece, il microfono si trova vicino alla sorgente della voce. Il segnale viene raccolto prima che la distanza, il brusio e il riverbero lo rendano meno comprensibile. La voce viene quindi trasmessa direttamente al ricevitore dello studente, mantenendo un livello più stabile anche quando l’insegnante si sposta nell’aula.

Il sistema non deve essere considerato un semplice altoparlante personale. Il suo obiettivo principale è rendere la voce dell’insegnante più distinguibile rispetto ai suoni concorrenti.

Amplificare i suoni e migliorare il rapporto tra voce e rumore

Un apparecchio acustico può amplificare ed elaborare i suoni che arrivano ai suoi microfoni. In una classe rumorosa, tuttavia, vengono raccolti sia la voce dell’insegnante sia molti altri suoni: sedie che si spostano, compagni che parlano, rumori provenienti dal corridoio, ventilatori o traffico esterno.

Rendere tutti questi suoni più forti non significa necessariamente rendere più chiaro il messaggio principale.

Il sistema FM interviene soprattutto sul rapporto tra segnale e rumore, cioè sulla differenza tra la voce che lo studente deve ascoltare e i rumori che competono con essa. Poiché il microfono è collocato vicino all’insegnante, la sua voce viene raccolta in condizioni più favorevoli rispetto ai rumori presenti intorno allo studente.

Le ricerche sui sistemi a microfono remoto mostrano che rumore, distanza e riverbero possono ridurre la comprensione del parlato. L’associazione tra apparecchi acustici e microfono remoto può migliorare l’accesso alla voce nelle condizioni acustiche più difficili.

Perché è utile nelle aule grandi, rumorose o con riverbero

Il microfono remoto a scuola può essere particolarmente utile quando l’ambiente rende difficile distinguere la voce del docente.

Aule grandi

In un’aula ampia, lo studente può trovarsi a diversi metri dall’insegnante. Anche se il docente parla con un volume adeguato, l’intensità della voce diminuisce con la distanza.

Il microfono remoto riduce questa difficoltà perché raccoglie la voce vicino alla persona che parla. La qualità del segnale trasmesso dipende quindi meno dal posto occupato dallo studente.

Aule rumorose

Il brusio dei compagni, gli spostamenti, le attività contemporanee e i rumori esterni possono coprire alcune parti del discorso.

Il sistema FM non rende silenzioso l’ambiente e non elimina fisicamente i rumori. Può però rendere più favorevole il rapporto tra la voce del docente e il rumore di fondo.

Ambienti con riverbero

In alcune aule, palestre o laboratori, il suono viene riflesso da pareti, pavimenti e altre superfici rigide. Le parole possono sovrapporsi alle proprie riflessioni sonore e diventare meno nitide.

I sistemi a microfono remoto aiutano a ridurre l’impatto che il rumore e il riverbero possono avere sulla comprensione del parlato.

Differenza tra sistema FM, apparecchio acustico e impianto cocleare

I tre strumenti possono funzionare insieme, ma non svolgono la stessa funzione.

  • Apparecchio acustico: raccoglie, elabora e amplifica i suoni in base alle caratteristiche uditive della persona.
  • Impianto cocleare: trasforma i suoni in segnali elettrici e stimola direttamente il nervo uditivo, bypassando le parti danneggiate dell’orecchio interno.
  • Sistema FM o microfono remoto: raccoglie la voce vicino alla persona che parla e la trasmette al dispositivo o al ricevitore dello studente.

L’apparecchio acustico e l’impianto cocleare sono dispositivi destinati a sostenere l’accesso ai suoni. Il sistema FM è invece un ausilio aggiuntivo che facilita l’ascolto di una voce specifica a distanza.

Un impianto cocleare non è un apparecchio acustico più potente. L’apparecchio acustico amplifica i suoni, mentre l’impianto cocleare bypassa le parti danneggiate dell’orecchio interno e stimola direttamente il nervo uditivo.

Nessuno dei due dispositivi restituisce automaticamente un udito normale. L’ascolto attraverso un impianto cocleare è diverso dall’udito naturale e richiede un percorso di adattamento e riabilitazione.

Il sistema FM può essere collegato, quando compatibile e correttamente predisposto, sia agli apparecchi acustici sia ai processori degli impianti cocleari.

Quando può essere utilizzato durante la giornata scolastica

Il sistema FM non è utile soltanto durante la tradizionale lezione frontale. Può accompagnare lo studente in diverse situazioni, purché il microfono venga gestito in relazione alla persona che deve essere ascoltata.

Durante le spiegazioni

L’insegnante indossa il microfono mentre presenta un argomento, legge un testo o fornisce istruzioni alla classe.

Lo studente riceve direttamente la voce anche se il docente si sposta nell’aula o si allontana dal suo banco.

Durante le discussioni

Se parla soltanto il docente, il sistema trasmette principalmente la sua voce. Quando intervengono i compagni, può essere necessario passare il microfono a chi prende la parola, utilizzare un dispositivo adatto alle conversazioni di gruppo oppure organizzare turni di parola chiari.

Alcuni sistemi possono essere collocati su un tavolo e raccogliere le voci provenienti da più direzioni. Le modalità disponibili dipendono però dal modello utilizzato e dalla configurazione stabilita dagli specialisti.

Il semplice fatto che il docente indossi il microfono non rende automaticamente accessibili tutte le voci presenti nella classe.

Nei laboratori

Durante un’attività pratica, il docente può spostarsi tra i tavoli, parlare mentre gli studenti lavorano o fornire indicazioni in un ambiente rumoroso.

Il microfono remoto consente allo studente di continuare a ricevere la voce dell’insegnante, ma deve essere silenziato quando il docente conversa con altre persone su questioni non destinate allo studente.

In palestra e durante le uscite

La distanza può aumentare durante una visita didattica, un’attività all’aperto o una lezione in palestra. Il microfono remoto può facilitare l’ascolto delle istruzioni fornite dall’adulto di riferimento.

Il vento, gli urti sul microfono e i rumori molto vicini al trasmettitore possono comunque disturbare il segnale.

I sistemi a microfono remoto possono quindi essere utilizzati in classe, durante le attività di gruppo, nelle attività extrascolastiche e negli spostamenti, adattando la gestione del microfono alla situazione comunicativa.

Come posizionare e utilizzare correttamente il microfono

Il funzionamento del sistema dipende anche dal modo in cui il microfono viene indossato.

Il dispositivo deve essere collocato vicino alla bocca, seguendo sempre le indicazioni previste per il modello utilizzato. Come orientamento generale, alcune indicazioni educative suggeriscono una distanza di circa 15 centimetri, mentre altri dispositivi possono prevedere distanze leggermente diverse.

Un microfono troppo lontano raccoglie meno efficacemente la voce. Se viene coperto dagli abiti, appoggiato sotto una sciarpa o urtato da collane e altri oggetti, può invece produrre rumori fastidiosi.

Durante l’uso è opportuno:

  • evitare che il microfono sfreghi contro vestiti o gioielli;
  • non coprirlo con giacche, foulard o capelli;
  • mantenerlo lontano da ventilatori, finestre aperte e altre fonti di rumore;
  • silenziarlo quando il docente lascia la classe o parla di argomenti non destinati allo studente;
  • consegnarlo alla persona che deve essere ascoltata quando cambia il relatore;
  • controllare regolarmente la carica;
  • conservarlo correttamente quando non viene utilizzato.

Queste attenzioni non sostituiscono le istruzioni tecniche fornite per il dispositivo. Servono a prevenire gli errori quotidiani che possono rendere meno chiara o fastidiosa la voce trasmessa.

Controllare che il segnale arrivi allo studente

L’accensione delle spie non garantisce, da sola, che lo studente stia ricevendo un segnale chiaro e comprensibile.

Prima dell’attività può essere utile effettuare un breve controllo funzionale, concordato con lo studente, la famiglia e gli specialisti. Il docente può parlare attraverso il microfono da una certa distanza e chiedere allo studente di confermare se la voce arriva correttamente.

Il controllo deve essere discreto e adeguato all’età. Lo studente non dovrebbe essere costretto a segnalare continuamente il problema davanti ai compagni. Può essere utile concordare un gesto, una parola o un’altra modalità semplice per comunicare che il segnale si è interrotto o è diventato disturbato.

Se il dispositivo non funziona, la scuola non dovrebbe modificare autonomamente le impostazioni tecniche. È possibile verificare gli aspetti quotidiani più semplici, come accensione, carica, collegamento e corretta attivazione del microfono. Se il problema persiste, occorre seguire le indicazioni della famiglia e dei professionisti di riferimento.

Le linee guida sui microfoni remoti prevedono non soltanto la scelta e l’installazione del sistema, ma anche la verifica del funzionamento, la formazione degli utilizzatori e il monitoraggio nel tempo.

La collaborazione tra scuola, famiglia e specialisti

Il sistema FM deve essere adattato alle caratteristiche dello studente e ai dispositivi che utilizza. Non tutti i ricevitori si collegano nello stesso modo e non tutti gli studenti presentano le medesime necessità di ascolto.

La famiglia può fornire informazioni sulle abitudini dello studente, sulle difficoltà già osservate e sulle modalità concordate per la gestione dell’ausilio.

L’audiologo, l’audioprotesista e gli altri professionisti coinvolti possono occuparsi degli aspetti specialistici, come la compatibilità dei dispositivi, le regolazioni e la verifica del segnale.

La scuola deve conoscere soprattutto le operazioni necessarie nella vita quotidiana:

  • chi consegna e conserva il dispositivo;
  • chi controlla che sia carico;
  • come viene passato tra i docenti;
  • quando il microfono deve essere silenziato;
  • come lo studente può comunicare un malfunzionamento;
  • chi deve essere contattato se il problema non si risolve.

Nella scuola secondaria, dove si alternano numerosi insegnanti, la collaborazione tra docenti nella gestione degli strumenti inclusivi evita che il sistema venga utilizzato soltanto da alcuni docenti o dimenticato durante determinate attività.

Quali sono i limiti del sistema FM

Il sistema FM migliora l’accesso alla voce raccolta dal microfono, ma presenta alcuni limiti.

Se il microfono è indossato dall’insegnante, lo studente può sentire chiaramente il docente ma continuare ad avere difficoltà con gli interventi dei compagni. Nelle discussioni, nei lavori di gruppo e nei laboratori è quindi necessario stabilire chi utilizza il microfono oppure scegliere una modalità compatibile con più interlocutori.

Anche una sorgente rumorosa vicina al trasmettitore può essere inviata direttamente allo studente. Un ventilatore, lo sfregamento del microfono contro gli abiti o una conversazione privata del docente possono diventare particolarmente fastidiosi.

Il dispositivo può inoltre essere scarico, disattivato, collegato in modo non corretto o dimenticato durante il cambio dell’insegnante.

Soprattutto, il sistema FM non restituisce un udito tipico e non garantisce automaticamente la comprensione. Anche con apparecchi acustici, impianti cocleari o microfoni remoti, il rumore, le caratteristiche dell’ambiente e le modalità comunicative possono continuare a influire sull’accesso alle informazioni.

Perché deve essere accompagnato da supporti visivi e comunicazione accessibile

Ricevere meglio la voce non significa comprendere automaticamente ogni spiegazione, parola nuova o consegna complessa.

Il sistema FM deve essere inserito in una comunicazione accessibile, nella quale le informazioni importanti non dipendano esclusivamente dall’ascolto.

Scrivere alla lavagna le parole chiave, mostrare immagini e schemi, rendere visibili le consegne, formulare consegne chiare e verificarne la comprensione e chiarire i cambi di attività aiutano lo studente a integrare ciò che ascolta con le informazioni visive.

Anche i contenuti multimediali dovrebbero essere accompagnati da sottotitoli accurati o da una trascrizione, perché la trasmissione diretta dell’audio non garantisce da sola la piena comprensione.

Il docente dovrebbe inoltre verificare la comprensione del contenuto, senza limitarsi a controllare se il dispositivo è acceso. Il controllo tecnico e il controllo didattico sono due aspetti distinti.

Il microfono remoto è un ausilio per l’ascolto: deve essere affiancato da strategie per rendere lezioni e verifiche accessibili agli studenti sordi e non sostituisce la progettazione didattica accessibile.

Conclusione

Il sistema FM a scuola avvicina acusticamente la voce dell’insegnante allo studente con ipoacusia. Attraverso un trasmettitore con microfono e un ricevitore, il parlato viene inviato direttamente all’ausilio uditivo o al dispositivo compatibile dello studente.

Il vantaggio principale non consiste nell’amplificare indistintamente tutti i suoni, ma nel rendere più favorevole il rapporto tra la voce del docente e il rumore ambientale. Per questo può risultare particolarmente utile nelle aule grandi, rumorose o riverberanti.

La sua efficacia dipende dal corretto posizionamento del microfono, dal controllo del segnale, dalla gestione condivisa tra i docenti e dalla collaborazione con la famiglia e gli specialisti. Deve inoltre essere accompagnato da supporti visivi e da modalità comunicative accessibili.

FAQ sul sistema FM a scuola

Il sistema FM è uguale a un apparecchio acustico?

No. L’apparecchio acustico raccoglie ed elabora i suoni dell’ambiente in base alle esigenze uditive della persona. Il sistema FM raccoglie invece la voce vicino alla persona che parla e la trasmette al ricevitore dello studente.

I due dispositivi possono funzionare insieme.

Il sistema FM può essere collegato a un impianto cocleare?

Molti processori di impianti cocleari possono ricevere il segnale di un microfono remoto direttamente o attraverso accessori compatibili.

La possibilità e la modalità di collegamento devono essere verificate dagli specialisti che seguono lo studente.

Il microfono deve essere indossato sempre dall’insegnante?

Durante una spiegazione viene normalmente utilizzato dall’insegnante. Se parla un compagno, un esperto o un’altra persona, può essere necessario passare il microfono oppure utilizzare una modalità adatta alle conversazioni di gruppo.

Il sistema FM elimina tutti i rumori della classe?

No. Non rende silenzioso l’ambiente e non annulla ogni rumore. Migliora soprattutto il rapporto tra la voce raccolta vicino al microfono e i suoni presenti intorno allo studente.

Come si capisce se il sistema sta funzionando?

Oltre a controllare l’accensione, la carica e il collegamento, è utile effettuare un breve controllo con lo studente, chiedendogli di confermare che la voce arrivi chiaramente.

In caso di problemi persistenti occorre seguire le indicazioni della famiglia e degli specialisti, senza modificare autonomamente le configurazioni tecniche.

Bibliografia essenziale

  • American Academy of Audiology. Clinical Practice Guidelines: Remote Microphone Hearing Assistance Technologies for Children and Youth from Birth to 21 Years. 2011.
  • Schafer E.C., Kirby B., Miller S. Remote Microphone Technology for Children with Hearing Loss or Auditory Processing Issues. Seminars in Hearing, 2020; 41(4): 277-290.
  • Lewis D., Spratford M., Stecker G.C., McCreery R.W. Remote-Microphone Benefit in Noise and Reverberation for Children Who Are Hard of Hearing. Journal of the American Academy of Audiology, 2022; 33(6): 330-341.
  • National Institute on Deafness and Other Communication Disorders. Cochlear Implants. Aggiornamento del 13 giugno 2024.
  • National Deaf Children’s Society. Hearing Devices and Assistive Technology in Education. Revisione di maggio 2025.

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