Cosa è l’ Hantavirus? come si trasmette e quali sono i sintomi

Quando si parla di malattie trasmesse dagli animali, l’attenzione si concentra spesso su zanzare, zecche o alimenti contaminati. Esiste però un gruppo di virus molto meno conosciuto, ma capace in alcuni casi di provocare infezioni gravi: gli hantavirus.

Secondo l’ECDC, nel 2023 nei Paesi UE/SEE sono stati segnalati 1.885 casi di infezione da hantavirus, con oscillazioni annuali legate anche alla diffusione dei roditori serbatoio e alle condizioni ambientali favorevoli alla loro abbondanza.

In Europa il rischio per la popolazione generale resta basso, ma non nullo, soprattutto per chi frequenta ambienti rurali, boschivi, agricoli o locali chiusi infestati da roditori.

Che cosa sono gli hantavirus

Gli hantavirus sono virus appartenenti alla famiglia Hantaviridae. Sono virus a RNA, caratteristica comune a molti virus capaci di adattarsi ai propri ospiti naturali.

Il loro nome deriva dal fiume Hantan, in Corea, dove furono studiati dopo casi di febbre emorragica osservati tra i soldati durante la guerra di Corea.

Il serbatoio naturale degli hantavirus è rappresentato soprattutto da alcuni roditori selvatici, che possono ospitare il virus senza mostrare segni evidenti di malattia. Questi animali eliminano il virus attraverso urine, feci e saliva.

Come avviene il contagio

La trasmissione all’uomo avviene soprattutto inalando polveri contaminate da materiali biologici di roditori infetti. Il rischio aumenta quando si entra in ambienti chiusi, poco ventilati o rimasti inutilizzati per molto tempo.

Cantine, soffitte, garage, fienili, baite, magazzini agricoli e depositi possono diventare luoghi a rischio se sono presenti tracce di roditori.

Il contagio può avvenire anche toccando superfici contaminate e poi portando le mani a bocca, naso o occhi. Più raramente può verificarsi tramite morso di roditore.

Il periodo di incubazione non è immediato: secondo il CDC, per la sindrome polmonare da hantavirus i sintomi possono comparire da 1 a 8 settimane dopo il contatto con roditori infetti. L’ECDC indica per le infezioni da orthohantavirus un’incubazione media di circa tre settimane, con un intervallo di circa 10 giorni – 6 settimane.

Quali malattie può provocare

Gli hantavirus possono causare due principali quadri clinici.

Sindrome polmonare da hantavirus

La sindrome polmonare da hantavirus, o HPS, è più tipica del continente americano. È una forma grave che colpisce soprattutto i polmoni.

All’inizio può sembrare una comune influenza, con febbre, stanchezza intensa, dolori muscolari e malessere generale. Dopo alcuni giorni, però, può comparire un peggioramento rapido con tosse, difficoltà respiratoria e accumulo di liquidi nei polmoni.

È la forma più temuta: negli Stati Uniti la letalità della HPS è stata stimata intorno al 35-38% dei casi.

Febbre emorragica con sindrome renale

La febbre emorragica con sindrome renale, spesso indicata con la sigla HFRS o FERS in italiano, è più frequente in Europa e Asia.

In questo caso l’infezione interessa soprattutto i reni e i piccoli vasi sanguigni. I sintomi possono includere febbre alta, mal di testa, dolori addominali o lombari, nausea, alterazioni della pressione e riduzione della produzione di urina.

La gravità varia molto in base al virus coinvolto. Le infezioni da Puumala virus sono di solito più lievi, con letalità inferiore all’1%, mentre quelle da Dobrava-Belgrade virus possono essere più severe, con una letalità riportata intorno al 10-12%.

Gli hantavirus presenti in Europa

In Europa gli hantavirus più rilevanti sono diversi e ciascuno tende ad associarsi a specifici roditori serbatoio.

Il Puumala virus è legato soprattutto all’arvicola rossastra (Myodes glareolus). È uno dei principali responsabili dei casi europei e causa spesso una forma più lieve di malattia renale, nota anche come nefropatia epidemica.

Il Dobrava-Belgrade virus è associato in particolare al topo selvatico dal collo giallo (Apodemus flavicollis) e può provocare forme più gravi.

Il Saaremaa virus è collegato ad alcune specie di topi selvatici del genere Apodemus, mentre il Seoul virus è associato ai ratti, in particolare al ratto bruno (Rattus norvegicus).

In Italia il rischio per la popolazione generale è considerato molto basso. L’Istituto Superiore di Sanità ha recentemente ribadito l’importanza di prestare attenzione soprattutto al contatto con roditori e ambienti contaminati.

Chi è più esposto

Il rischio non riguarda indistintamente tutti allo stesso modo. Sono più esposte le persone che lavorano o trascorrono molto tempo in ambienti dove possono essere presenti roditori.

Tra queste rientrano agricoltori, boscaioli, allevatori, addetti a magazzini, escursionisti, campeggiatori e persone che puliscono locali rimasti chiusi a lungo.

Anche una semplice attività domestica può diventare rischiosa se si spazza a secco un ambiente contaminato, perché la polvere può sollevare particelle infette.

Sintomi da non sottovalutare

I sintomi iniziali possono essere vaghi e assomigliare a quelli di molte infezioni virali comuni. Per questo il contesto è importante.

Dopo una possibile esposizione a roditori o a locali contaminati, meritano attenzione febbre improvvisa, forte stanchezza, dolori muscolari intensi, mal di testa, nausea, dolori lombari, difficoltà respiratoria o riduzione della diuresi.

In presenza di questi segnali, soprattutto se compaiono nei giorni o nelle settimane successive a una possibile esposizione, è opportuno rivolgersi al medico e riferire chiaramente il contatto con ambienti a rischio.

Come si effettua la diagnosi

La diagnosi si basa sulla combinazione tra sintomi, storia di esposizione ed esami di laboratorio.

Il medico può richiedere esami del sangue, valutazione della funzionalità renale, parametri infiammatori e test sierologici o molecolari specifici per hantavirus.

Poiché si tratta di infezioni rare, raccontare bene l’esposizione ambientale può fare la differenza.

Esiste una cura?

Non esiste una terapia antivirale specifica valida per tutte le infezioni da hantavirus.

Il trattamento è soprattutto di supporto e può includere ossigeno, monitoraggio ospedaliero, supporto respiratorio, gestione dei liquidi, controllo della pressione e, nei casi renali più gravi, dialisi.

La ribavirina è stata studiata e utilizzata in alcuni contesti, soprattutto per forme di febbre emorragica con sindrome renale trattate precocemente, ma le evidenze non sono uniformi e il suo impiego non rappresenta una soluzione standard per tutte le forme di hantavirus. Per questo la gestione deve essere sempre medica e specialistica.

Come prevenire il contagio

La prevenzione è la strategia più importante.

Prima di pulire un locale chiuso da tempo, è utile aerare bene l’ambiente. Se si notano feci di topo o tracce di roditori, è meglio evitare di spazzare a secco o usare l’aspirapolvere senza precauzioni, perché queste azioni possono disperdere particelle nell’aria.

È consigliabile usare guanti, mascherina, detergenti o disinfettanti adeguati, rimuovere con cautela i materiali contaminati e lavarsi accuratamente le mani.

Anche impedire l’accesso ai roditori è fondamentale: sigillare fessure, conservare gli alimenti in contenitori chiusi, eliminare rifiuti e residui di cibo riduce la possibilità di infestazioni.

Conclusione

Gli hantavirus non sono tra le infezioni più comuni, ma meritano attenzione perché possono causare malattie serie, soprattutto in caso di esposizione a roditori o ambienti contaminati.

Il messaggio principale non è vivere con paura, ma conoscere il rischio reale. Riconoscere i fattori di esposizione, evitare il contatto con polveri contaminate e adottare precauzioni elementari rimane la strategia più efficace disponibile.

Fonti essenziali

European Centre for Disease Prevention and Control, ECDC.
Centers for Disease Control and Prevention, CDC.
Istituto Superiore di Sanità, ISS.

Disclaimer : questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce in alcun modo il parere del medico, una diagnosi o un trattamento sanitario. In caso di sintomi compatibili con un’infezione da hantavirus, soprattutto dopo possibile esposizione a roditori o ad ambienti contaminati, è importante rivolgersi tempestivamente a un medico o ai servizi sanitari competenti.

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